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Home - Speciale Europa - Erasmus - Ma chi era Erasmus da Rotterdam?
 
Erasmus
Ma chi era Erasmus da Rotterdam?

Il programma di mobilità internazionale studentesca prende il nome di un umanista e teologo olandese del 16° secolo
   di Larissa Dudek

Erasmo (la traduzione italiana del latino Erasmus) nasce nella città olandese di Rotterdam nel 1466, e della città natale prese il nome con cui è rimasto nella storia: "Erasmus da Rotterdam". Nel 1492 fu ordinato prete e prese i voti monastici nell'ordine agostiniano a Steyn. Nel 1495 Erasmo si recò a studiare presso l'Università di Parigi allora la sede principale dell'insegnamento scolastico, ma già sotto l'influenza della rinascita della cultura classica proveniente dall'Italia rinascimentale. In seguito i centri principali del suo operare sarebbero stati la stessa Parigi, Lovanio, l'Inghilterra e la città svizzera di Basilea, ma egli non si legò mai a nessuno di questi luoghi continuando a viaggiare. A partire dal 1499, effettuò viaggi in Francia, in Inghilterra ed in Italia entrando in contatto con i più importanti centri culturali, tenendovi lezioni e conferenze, e studiando gli antichi manoscritti. Tenne inoltre una fitta corrispondenza con alcuni dei personaggi più importanti del suo tempo, insegnò greco all'Università di Cambridge e avrebbe avuto la possibilità di passare il resto dei suoi giorni insegnando.

Erasmo preferiva tuttavia la vita dello studioso indipendente e evitò sempre consapevolmente ogni legame formale che potesse limitare la sua libertà intellettuale e la sua libertà di espressione. Erasmo fu, ciononostante, centro del movimento letterario della sua epoca. Ciò è attestato anche dal fatto che Erasmo teneva una fitta corrispondenza con più di cinquecento persone di rilievo del mondo letterario e politico. I suoi pareri - anche se non sempre seguiti - erano molto ricercati.

L'opera più celebre fu l'Elogio della Follia, pubblicato nel 1509, una satira della teologia scolastica, dell'immoralità del clero e della curia oltre ad un'esaltazione della follia del vero cristiano dedicante la sua vita alla fede.

Solo la morte nel 1536 a Basilea ferma il grande intellettuale che con la sua continua nuova esigenza di libertà può essere denominato uno dei primi veri europei.









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