di Anna Maria Volpe
In un mondo sempre più globalizzato, sempre più competitivo, gli atenei italiani mettono a dispozione degli studenti un'offerta formativa particolare e innovativa: corsi interamente in inglese. E' questo l'ulteriore step che le università italiane compiono e diverse sono le ragioni che lo motivano: rendere gli studenti preparati al lavoro in ambiti plurilinguistici, attirare studenti stranieri soprattutto quelli provenienti dalla Cina il cui numero è in continua espansione.
Ormai il "fattore lingua" non è solo di cruciale importanza nelle facoltà di lingue e letterature straniere, anzi il panorama diviene sempre più innovativo e globale nella discipline più tecniche quali la fisica, la matematica e via dicendo.
Un esempio tra tanti? Il Politecnico di Torino, se volete dare un'occhiata al sito della facoltà di ingegneria e architettura la prima cosa che noterete è la scritta inglese " Discover the politecnico"; quest'anno infatti l'università torinese mette a disposizione un corso di laurea triennale completamente in inglese. L'incentivo offerto agli studenti per prendere parte a tale corso è notevole e destinato a suscitare polemiche su più fronti: gli studenti italiani che scelgono di seguire le lezioni in lingua non pagheranno le tasse per il primo anno.
Oltre a tre corsi di laurea di primo livello, (english only) ci sono anche sei corsi di specialistica e una parte dei corsi di dottorato e master: in totale il 35 per cento dell'offerta.
L'università Bocconi di Milano è stata la prima ad introdurre lauree completamente in inglese nel 2001. Oggi su cinque lauree triennali alla business school una è completamente in inglese, su 10 lauree specialistiche, sei sono in inglese oltre a Master e PhD: in totale 23 corsi su tutta l'offerta formativa. Sono molti gli italiani in classe ma anche gli stranieri apprezzano: su un totale di 12mila studenti, il 10 per cento viene da altri paesi.
Sempre più internazionale è anche la la Luiss, ateneo romano privato, in cui si possono trovare i seguenti corsi: laurea in General management con specializzazione in Business management for luxury and tourism che attira soprattutto studenti degli Emirati Arabi. E una laurea in General management con specializzazione in international business, oltre ad una specializzazione in Management of innovation.
Nella storica Alma Mater bolognese, che ha sempre avuto una lunga tradizione di scambi con l'estero, sono proposte tre lauree specialistiche e due master in inglese dalla Facoltà di Economia poichè, come afferma Sandro sondi, preside della Facoltà, le richieste di corsi in lingua sono più forti nel biennio.
Tra le piccole stupisce Camerino, nelle Marche. Anche qui lauree triennali tutte in inglese (per biotecnologie) e biennali (in fisica, biotecnologie farmaceutiche e geologia con indirizzo risorse e rischi ambientali). La risposta è stata buona: sulle colline marchigiane in molti arrivano dall'Asia ma anche dall'Africa.
L'Università di Firenze dovrebbe riproporre anche quest'anno il corso di diritto internazionale, obbligatorio per gli studenti di giurisprudenza, sia in inglese che in italiano oltre a sei master e alcuni dottorati.
Insomma, anche le Università italiane aggiornano la loro offerta formativa dimostrando di essere al passo coi tempi o comunque di aver intrapreso una strada in questa direzione. In un mondo dove le distanze si accorciano e le possibilità si moltiplicano internazionalizzare i propri contenuti e la propria immagine è un fattore di fondamentale importanza. Per non correre il rischio di rimanere " schiacciati" dalle proposte provenienti dall'estero.
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